Tarallini al finocchietto selvatico, quando inizi a mangiarne uno, è già troppo tardi
C’è un momento preciso in cui questi Tarallini al finocchietto selvatico diventano pericolosi: quando ne prendi uno “solo per assaggiare”.
Poi ne arriva un altro. E mentre pensi che sarebbe meglio smettere, ti accorgi che nel piattino ne sono rimasti davvero pochi.
Il profumo dei semi di finocchio si sente già durante la preparazione e, una volta sfornati, i tarallini diventano croccanti e saporiti. Sono quei piccoli stuzzichini da mettere in tavola senza troppi programmi: per un aperitivo, per accompagnare qualche salume e formaggio oppure semplicemente per avere qualcosa di salato da sgranocchiare.
La cosa che mi piace di questa ricetta è che non servono ingredienti particolari. Farina, olio extravergine d’oliva, uovo, qualche aroma e l’impasto è pronto per essere lavorato.
E poi c’è il finocchietto, che dà ai tarallini quel profumo inconfondibile e una nota aromatica che li rende diversi dai classici tarallini.
Se vi piacciono i piccoli snack fatti in casa, questa è una ricetta da provare. Anche perché, come spesso accade con i tarallini, il vero problema non è prepararli.
È riuscire a farli arrivare al giorno dopo.
Tarallini al finocchietto selvatico: il profumo che fa venire fame
Per questa preparazione ho utilizzato i semi di finocchio, tritati velocemente prima di unirli all’impasto. In questo modo il loro aroma si distribuisce meglio e ogni tarallino conserva quella nota profumata che si sente subito al primo morso.
La forma è quella classica ad anello. Non serve essere particolarmente precisi: l’importante è realizzare tarallini più o meno della stessa dimensione e chiudere bene le estremità.
Un breve riposo e poi si passa direttamente alla cottura in forno.
Informazioni sulla ricetta
• Preparazione: 25 minuti + 15 minuti di riposo
🍽 Porzioni: circa 40-45 tarallini
⭐ Difficoltà: Facile
🔥 Cottura: 20 minuti circa
Ingredienti
- 500 g di farina
- 100 g di olio extravergine d’oliva
- 5 g di lievito
- 20 g di semi di finocchio
- 1 cucchiaio di sale
- 1 cucchiaio di pepe
- 1 bicchiere di acqua tiepida, da aggiungere poco alla volta
- 1 uovo
Come preparare i Tarallini al finocchietto selvatico
1. Tritare i semi di finocchio: tritate velocemente i semi di finocchio. Non è necessario ridurli completamente in polvere: qualche pezzetto più grosso contribuirà a mantenere il loro profumo nell’impasto.
2. Preparare gli ingredienti secchi: versate sulla spianatoia, oppure nel robot da cucina, la farina, il lievito, i semi di finocchio tritati, il sale e il pepe.
3. Creare la fontana: mescolate velocemente gli ingredienti, poi create la classica fontana al centro della farina.
4. Aggiungere uovo e olio: rompete l’uovo al centro della fontana e aggiungete l’olio extravergine d’oliva.
5. Impastare: iniziate a lavorare gli ingredienti e aggiungete poco alla volta l’acqua tiepida. Continuate a impastare fino a ottenere un composto omogeneo, dalla consistenza simile a quella di un impasto per il pane. Non versate tutta l’acqua insieme: la quantità effettivamente necessaria può variare in base alla farina.
6. Formare i cilindri: prendete piccole porzioni di impasto e lavoratele fino a ottenere dei cilindri sottili e regolari.
7. Tagliare l’impasto: dividete ogni cilindro in pezzi di circa 4-5 cm.
8. Formare i tarallini: prendete ogni pezzetto e unite le due estremità formando un piccolo anello. Premete leggermente con le dita per chiudere bene la giuntura.
9. Far riposare: disponete i tarallini su un piano e copriteli con un telo di lino. Lasciateli riposare per circa 15 minuti.
10. Preparare la teglia: trascorso il tempo di riposo, trasferite i tarallini su una teglia rivestita con carta da forno.
11. Spennellare: spennellate leggermente la superficie dei tarallini con acqua.
12. Cuocere: cuocete in forno già caldo a 200°C per circa 20 minuti, fino a quando i tarallini saranno dorati e croccanti.
13. Raffreddare: sfornate e lasciate raffreddare completamente prima di servirli. Appena usciti dal forno saranno ancora morbidi: raffreddandosi acquisteranno la loro consistenza croccante.
Il consiglio di Manuela
Quando aggiungo l’acqua all’impasto preferisco sempre procedere poco alla volta. È un passaggio che può sembrare secondario, ma aiuta molto a non ritrovarsi con un impasto troppo morbido.
Con i tarallini è meglio avere un impasto lavorabile e compatto, così sarà più semplice formare i piccoli cilindri e soprattutto chiudere bene gli anelli.
Un altro piccolo accorgimento: non fate i tarallini troppo grandi. Più sono piccoli e regolari, più sarà facile ottenere una cottura uniforme.
Come conservare i Tarallini al finocchietto selvatico
Lasciate raffreddare completamente i tarallini prima di riporli.
Conservateli in un contenitore ben chiuso o in un sacchetto per alimenti, in un luogo fresco e asciutto. In questo modo manterranno più a lungo la loro croccantezza.
Una variante da provare: i tarallini alla cipolla
Se il profumo del finocchietto non fa per voi, oppure avete semplicemente voglia di cambiare, potete provare anche una versione alla cipolla.
La base dell’impasto può rimanere la stessa, sostituendo il finocchietto con della cipolla disidratata o finemente tritata e ben asciutta.
È una di quelle varianti che vale la pena provare quando avete già preso confidenza con la ricetta base.
Come servire i tarallini fatti in casa
I Tarallini al finocchietto selvatico sono naturalmente adatti a essere portati in tavola come piccolo snack salato.
Potete raccoglierli in una ciotola e servirli durante un aperitivo insieme a olive, salumi e formaggi. Oppure tenerli semplicemente a disposizione quando arriva quella voglia di qualcosa di croccante.
Se amate i tarallini, sul blog trovate anche la ricetta dei Tarallini all’olio, una versione tradizionale che può essere un ottimo punto di partenza per provare poi diverse varianti.
E se invece vi piace utilizzare i tarallini anche come ingrediente, potete dare un’occhiata alla Cheesecake salata, dove diventano la base croccante della preparazione.
FAQ sui Tarallini al finocchietto selvatico
Posso usare i semi di finocchio senza tritarli?
Sì. Potete lasciarli interi se preferite sentire maggiormente i semi sotto i denti. Tritandoli velocemente, però, il loro aroma si distribuisce più facilmente nell’impasto.
Perché i tarallini si rompono quando li formo?
Probabilmente l’impasto è troppo asciutto oppure non è stato lavorato abbastanza. In questo caso continuate a impastare ancora per qualche minuto e, se necessario, aggiungete pochissima acqua alla volta.
Posso preparare i tarallini in anticipo?
Sì. Una volta completamente raffreddati, potete conservarli in un contenitore ben chiuso. Sono comodi proprio perché possono essere preparati in anticipo e portati in tavola al momento dell’aperitivo.
Posso sostituire il finocchietto con altri aromi?
Certamente. Potete provare la versione alla cipolla oppure utilizzare altri aromi che vi piacciono, mantenendo la base dell’impasto e modificando il condimento secondo il vostro gusto.
Conclusione
Questi Tarallini al finocchietto selvatico sono proprio il genere di ricetta che mi piace avere a disposizione: pochi ingredienti, una preparazione alla portata di tutti e quel profumo di finocchio che rende ogni tarallino riconoscibile.
Preparate una ciotola, mettetela in tavola e poi ditemi se riuscite davvero a mangiarne soltanto uno.
Anche questo articolo finisce qui. Io vi saluto con affetto e vi aspetto, come sempre, sul blog e sulla pagina Facebook collegata. Se vi va, lasciate un like per restare aggiornati su tutte le nuove pubblicazioni
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A presto, Manuela






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